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Giovanni La Marca
Posts: 8
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(@giovanni-la-marca)
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Joined: 1 year ago

Nei nuovi anni '20, a parere mio (comunque un ingegnere, nel ramo dell'innovazione, perciò dal parere quasi scontato), è innegabile che i social media non possano più essere ignorati. Il mondo si è già mosso, anche se più lentamente di essi, per prenderli in maggiore considerazione, a partire da leggi a riguardo, alla strumentalizzazione di essi, al comunicare alle persone i pericoli che dominano tali piattaforme.

L'utilizzo dei social media nel lavoro con i giovani è importantissimo, poi ovviamente, ci sono "piattaforme" e "piattaforme". Viene anche difficile parlare di social media in senso lato, poiché si incorre nel fenomeno della generalizzazione. Del resto, è chiaro che una cosa è "Instagram", un'altra è "Linkedin", ad esempio.

Sicuramente, l'uso dei social media nel lavoro con i giovani ha ovvi vantaggi, ma anche degli svantaggi. Un vantaggi, ad esempio, è la possibilità di entrare in contatto con chiunque in maniera semplicissima, ad esempio, nel caso specifico, gli animatori giovanili sono a portata di una manciata di click. Inoltre, un uso sciente di tali piattaforme, consente di informarsi su argomenti e di ottenere consigli o aiuto comodamente (stando attenti alle trappole, come le fake news). Questo permette di raggiungere molti più bambini e giovani e, utilizzando i social media, di rendere anche argomenti difficili più attraenti per loro. Insomma, i social media sicuramente sono uno strumento potenzialmente atto al supporto della comunicazione e dell'educazione. Inoltre, offrono vari passatempi, ma, come piace dire a me, bisogna stare attenti a far sì che siamo noi stessi a utilizzare i social media, e non il contrario. 

Parlando invece degli svantaggi, è chiaro che il mondo dei social media, come dell'internet in generale, è pieno di rischi, come il catfishing, il trolling, il cyberbullismo (soprattutto), l'hacking, le truffe e molti altri fenomeni negativi. Pertanto, è necessaria a parer mio, anche nelle scuole, un'educazione all'utilizzo dei social media, per prevenire questi fenomeno così come le fake news, la dipendenza, ecc.

Passando ad argomenti anche più maturi, ad esempio quasi l'intera comunità degli utenti dei social media non conoscono il GDPR, non conoscono le leggi sulla privacy così come quelle sui copyright... spesso si parla di "patentino" per i social media, ed effettivamente, forse ce ne sarebbe bisogno, o sicuramente almeno l'educazione all'utilizzo obbligatoria nelle scuole. I social network, sono come una pubblica piazza, anche cancellando a posteriori ciò che si ha condiviso o pubblicato, una volta partito il click, non si torna indietro, non è uno spazio anonimo e questo argomento non viene affrontato o non viene affrontato abbastanza, come la diffusione di foto private, o di foto di minori. Questo accade spesso nella convinzione errata che si possiedono i diritti della foto perché è stata inviata alla persona o in quanto pubblica, non si conosce la distinzione tra foto in ambiente pubblico e foto al soggetto nel privato (io stesso posseggo queste informazioni poiché un mio vecchio amico fotografo me ne ha parlato, altrimenti neanche io le saprei, in quanto neanche io sono stato educato in tal senso, e conosco il GDPR poiché ne ho avuto a che fare lavorando nel campo della telesorveglianza, altrimenti anche qui, oblio. Per concludere il discorso, penso che come animatore giovanile ci si deve adattare alle tendenze e ai problemi dei giovani e l'uso dei social media è essenziale, non ignorabile, parte di questo.

Ovviamente, una volta chiariti ed istruito il giovane all'utilizzo di tali social, almeno le parti più scabrose di questi, è bene anche saperli utilizzare correttamente, diciamo che si passa dal dovere al piacere, divertendosi e spiegando come utilizzare al meglio le piattaforme e quali utilizzare a seconda dei casi.

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